lunedì 28 febbraio 2011

POLPETTE AL SUGO






Un sabato come tanti, pendenze da sistemare, voglia di divano, un bel film e il frigorifero da svuotare…..eh si, avete capito bene, dopo il breve passaggio della mamma in quel di Roma, mi tocca inventarmi dei menu che mi aiutino a rendere il mio frigo un po’ più leggero.
La prima priorità è della carne macinata di vitello, acquistata dal mio macellaio di fiducia e della passata di pomodoro venuta da Ischia , il cui profumo non ne smentisce le origini, aprendo il magico barattolo sembra di sentire il profumo dell’estate con i suoi pomodori sodi e maturi, che voglia d’estate………..
Poca voglia di sperimentare, mi butto su un classico che, come tutti gli evergreen, non ti tradisce mai, il classico piatto consolatorio che, alla fine, richiede la classica scarpetta con tanto di pane casereccio.

Polpette al sugo

Per circa 18 polpette
300 gr di  macinato di vitello
3 fette di pancarré
latte
1 uovo
noce moscata
sale
pepe
2 cucchiai abbondanti di parmigiano
scorzetta di limone grattugiata (io vado ad occhio,mi raccomando di non esagerare, deve sentirsi solo un leggero aroma)

Per il sugo al pomodoro

400 gr di passata di pomodoro
1/2 scalogno
2 cucchiai di olio
sale q.b.

Mettere in ammollo il pancarré nel latte fino a farlo ammorbidire.
In una ciotola, amalgamare il macinato con il pancarré ben strizzato, l’uovo, la noce moscata, sale, pepe, parmigiano e una leggera grattugiata di scorzetta di limone.
Lavorare, rigorosamente, con le mani il composto fino a renderlo completamente omogeneo.
Formare tante piccole polpette e rosolarle in abbondante olio d’oliva, lasciale poi riposare per qualche minuto su carta assorbente.

Nel frattempo, preparare un soffritto con olio e scalogno, non appena lo scalogno sarà imbiondito, aggiungere la passata di pomodoro, il sale  e le polpette, portare a cottura per circa un’ora, a fiamma molto lenta.

E queste sono le mie polpette al sugo!

giovedì 24 febbraio 2011

La tarte normande aux pommes



Mamma in arrivo da Ischia, urge dolce nuovo da sperimentare.
Devo affrettarmi a stilare una serie di alternative per le varie cene di questi giorni onde evitare che la mammina, si metta ai fornelli…. Dopotutto, anche le mamme meritano un po’ di riposo e, se la mamma in questione è la mia, mi piacerebbe che facesse semplicemente la turista e la nonna, quidi….tocca darsi da fare.
Spulciando sul fantastico mondo del ilcavolettodibruxelles, ho trovato una crostata alle mele molto invitante e, dopo un’accurata degustazione da parte di tutta la famiglia, abbiamo deciso che questa delizia, entrerà a far parte della sezione “dolci da fare, rifare e ancora rifare ”.
L’idea era quella di accompagnare la signora torta con una salsa alla vaniglia ma, essendomi lasciata prendere dal sacro fuoco dei fornelli, ho cominciato a produrre una serie di altre cose quindi, ve la presento così, nella sua totale semplicità.


La tarte normande aux pommes

Base: 225 gr. farina, 180 gr. di
burro freddo, 2 cucchiai di zucchero ,
4 cucchiai di acqua fredda,una presa di
sale.
Ripieno: 500 gr. di mele renette,
15 cl di panna fresca ,
120 gr. di zucchero,
1 uovo, 30 gr. di 
farina, 3 cucchiai
cannella, mezzo cucchiaino
zucchero a velo.

Per la base
frullare, in un mixer , brevemente, la farina con lo zucchero e il sale. Aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini e frullare di nuovo in modo da incorporarlo. Aggiungere infine l’acqua, un cucchiaio per volta, fino a quando l’impasto non formi una palla (la quantità necessaria di acqua varia a secondo della farina).
Prendere la palla di impasto, avvolgerla con della pellicola e sistemarla al fresco per 2 ore (io l’ho preparato il giorno prima e poi, la mattina successiva, ho lasciato l’impasto un’ora a temperatura ambiente)


Per il ripieno
sbucciare le mele, eliminare i torsoli e affettare le mele a fettine di circa mezzo cm scarso di spessore. Sistemare le mele in una ciotola, condire con 60g di zucchero e la cannella, mescolare e lasciar macerare. Dopo il tempo di riposo, stendere l’impasto a 4mm di spessore, foderarne una teglia da crostata imburrata di 26cm diametro, ritagliare gli eccessi di pasta e buccherellare il fondo del guscio. Sistemare un foglio di carta forno con un peso nel guscio crudo e informare a 190°C per 10 minuti. Togliere carta e peso e infornare di nuovo per 5 minuti. Sfornare e sistemare sul fondo della crostata le fettine di mela preparate prima. Infine, sbattere l’uovo con 60g di zucchero, aggiungere, sempre sbattendo, la farina, poi versare la panna e la grappa. Versare questo miscuglio sulle mele, quasi fino a riempire la crostata, e infornare il tutto a 190°C per 15 minuti. Dopo 15 minuti, spolverare abbondantemente con dello zucchero a velo, e rimettere al forno per 15 minuti. A fine cottura, accendere il grill per uno o due minuti


martedì 22 febbraio 2011

SBRISOLONA PERE E NOCCIOLA


Come prima ricetta, non potevo non fare un omaggio ad una persona che mi ha fatto scoprire il fantastico mondo dei blog culinari, colei che con il suo spirito, la sua ironia riesce a rendere speciale la lettura di una semplice ricetta. La persona di cui parlo è Nadia, alias www.vitadaprecisina.com, e la ricetta in questione, è la sbrisolona pere e nocciole.
Un volta entrate nel mondo di precisina diventa poi difficile uscirne ed io, infatti, ne sono rimasta intrappolata!
Tornando alla ricetta, è stata la mia prima ricetta fotografata, una sera, con la mia piccola peste attaccata alle gambe, quasi fosse un cagnolino, ho deciso che dovevo assolutamente provare quel dolce, troppo intrigante, troppo mio e in meno di 10 minuti, la base era pronta!
Il sapore poi……..superbo, il croccante dell’involucro, reso ancora più grezzo dalla farina di mais e un interno morbido, le pere, e avvolgente, la crema di nocciole.
Cosa aspettate……provatelo!

Sbrisolona pere e nocciola
per una teglia da 22 cm di diametro

200 g di farina 00
150 g di farina di mais
100 g di zucchero
200 g di burro freddo a dadini
1 tuorlo d’uovo leggermente sbattuto
1 cucchiaino di lievito setacciato
1 pizzico di sale
50 g di nocciole spellate e tostate
1 grossa pera Williams (io….. due)
2 cucchiai abbondanti di crema di nocciole
(per renderla fluida, basterà intiepidirla appena)
burro e farina per lo stampo

Con la punta della dita oppure utilizzando un mixer da cucina, lavorate velocemente le farine, con il burro, lo zucchero, il tuorlo,  il lievito ed il sale: dovrete ottenere un composto amalgamato, ma ancora grossolano e granuloso. Nella teglia imburrata ed infarinata, fate un primo strato di briciole con metà impasto, compattate leggermente con il palmo della mano, farcite con fettine sottili di pera, rivoli di crema di nocciole e coprite interamente sbriciolando l’impasto rimasto. Decorate incastrando le nocciole intere qua e là, compattate un po’ e cuocete in forno già caldo a 180 gradi per mezz’ora. Lasciate raffreddare completamente prima di affettare e servire.




lunedì 21 febbraio 2011

Si comincia

Finalmente mi sono decisa, dopo tanti e troppi tentennamenti, eccomi qui ad inaugurare questa nuova avventura, il mio primo blog.
Sono nata in una terra con una profonda storia culinaria (Ischia) e in una famiglia in cui, il cibo, ha fatto da colonna sonora alla mia vita.
Una nonna cuoca, due zie nella ristorazione, un papà chef sugli yachts privati, l’altra nonna,cuoca straordinaria e, dulcis in fundo, una mamma con le mani d’oro, i suoi dolci poi….
Insomma, impossibile scampare al sacro fuoco dei fornelli.
Se poi ci mettiamo che, da un paio d’anni, sono diventata mamma di uno splendido bambino e i miei passaggi in cucina sono sempre più frequenti, bhè, ho trovato un’ulteriore spinta per intraprendere questa nuova avventura.
Il nome del blog nasce da una riflessione su quel luogo fantastico che è la cucina, il focolaio domestico, il luogo in cui un tempo si svolgeva la vita delle famiglie, in cui ci si raccontava i segreti e si discuteva dei problemi, della scuola, del lavoro e, se poi dovevi chiedere alla mamma di andare ad una festa, era molto più facile farlo mentre lei era intenta a girare il sugo.
Mi auguro che la mia cucina sul web possa diventare un luogo d’incontro e di riflessioni, non solo sull’ultima ricetta sperimentata ma anche su tutto quello che merita d’essere commentato, un luogo in cui poter prendere un buon caffè e, magari, anche un biscottino al burro, e fare le classiche due chiacchiere pomeridiane con l’amica di turno.
A proposito, vi va un occhio di bue?